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Si tratta di una deformazione conica non infiammatoria della porzione centrale o periferica della cornea, in genere bilaterale anche se di diversa entità nei due occhi. Si osserva più frequentemente nel sesso femminile, la causa è apparentemente sconosciuta, compare nel periodo dell'adolescenza, per progredire in varia entità fino a stabilizzarsi nell'età adulta.
Ogni qualvolta ci si trovi di fronte ad un astigmatismo che varia continuamente nel tempo è obbligatorio pensare alla possibilità di un cheratocono. La diagnosi viene effettuata soprattutto con la cheratometria, la topografia, la tomografia, la tachimetria e la microscopia confocale ed endoteliale. Esistono vari stadi di cheratocono (I, II, III, IV).
La correzione del charatocono, finché possibile, viene effettuata con occhiali o con lenti a contatto in genere di tipo semi-rigide /gas-permeabili.
Il trattamento di CROSS-LINKING del collagene corneale con vitamina B2 (Riboflavina) è sicuramente l’unica tecnica oggi in grado di “rinforzare” la cornea, arrestando cosìl’evoluzione di questa patologia, altrimenti destinata al graduale peggioramento. Questa tecnica, sperimentata già dal 1996 in Svizzera con risultati incoraggianti, è finalmente stata approvata e abilitata dal febbraio 2007 anche in Italia. Essa prevede un trattamento a bassissimo dosaggio di radiazioni ultraviolette, previa disepitelizzazione corneale (o senza in casi selezionati) ed applicazione di un preparato in gocce oculari di vit. B2 ogni 2 min. circa, per la durata di 30 minuti. Non tutti i cheratoconi sono idonei a questo tipo di trattamento, vanno eseguiti pertanto alcuni esami preliminari da effettuarsi in visita, per poter dare le indicazioni all’eventuale trattamento.
Per il cheratocono allo stadio più avanzato, si dovrà invece ricorrere a metodiche differenti come l’impianto di anelli intrastromali (Intacs), l’applicazione di membrana amniotica con cellule staminali o, in ultima analisi, il trapianto di cornea. Quest’ultimo è oggi eseguibile non solo in maniera “perforante”, sostituzione cioè della cornea in toto, ma anche con la modalità “lamellare”, sostituzione solo della porzione più anteriore della cornea, che presenta numerosi vantaggi, tra i quali soprattutto il minor rischio di rigetto.