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Alcuni tipi di retinopatia possono non coinvolgere l’area maculare, non provocando, se non in fase avanzata, significativi deficit della visione (es.retinopatia ipertensiva). Inoltre, la trasparenza del diottro oculare, cornea, cristallino e vitreo, permette la visualizzazione del fondo oculare, ed è interessante sottolineare, come l’occhio è l’unica struttura attraverso la quale, in maniera non invasiva è possibile visualizzare la circolazione sanguigna (per questo motivo “il fondo oculare(=retina)” viene spesso richiesto all’oculista dal medico di base), in quanto spesso dalla retina è possibile monitorizzare l’evoluzione di importanti patologie come il diabete, l’ipertensione arteriosa, ecc.
L’ereditarietà riveste un ruolo notevole nell’insorgenza di patologie retiniche. Il paziente che presenta dei sintomi tipo “lampi” periferici, visibili anche ad occhi chiusi, dovrebbe tenere sotto controllo lo stato della retina. Tale fenomeno in alcuni casi, può essere associato infatti a piccole lacerazioni, fori o rotture retiniche, che se non trattate precocemente con Argon laser possono drasticamente evolvere in “distacco di retina”. Il più delle volte fortunatamente, non è necessario foto-coagulare zone di retina periferica sana, in quanto il sintomo del paziente è solo una conseguenza del ben meno grave “distacco di vitreo”.
In caso di tali sintomi sarà comunque necessaria l’instillazione di un collirio per dilatare la pupilla, il cui effetto durerà circa 3 ore, per osservare attentamente la periferia retinica per 360° e valutarne le eventuali zone a rischio.
Eseguire il test ad una normale distanza di lettura, 30-35 cm dagli occhi, indossando gli occhiali abitualmente utilizzati per leggere.
E’ una terapia laser selettiva per il trattamento dei vasi affetti da alterazioni patologiche responsabili del danno a livello maculare, neovasi. Si esegue, come per le angiografie, con mezzo di contrasto, in questo caso la verte porfina, e in presenza dell’anestesista.
Il trattamento è di breve durata, 2 minuti circa, e si attua con l’ausilio di una lente a contatto previa dilatazione pupillare.
Come per tutte le terapie della patologia maculare, va detto che non sempre è sufficiente un singolo trattamento per debellare completamente il danno retinico.

E' una fotocamera digitale ad altissima risoluzione che, senza il bisogno di dilatare la pupilla ed in pochissimi secondi, cattura immagini del fondo oculare ad altissimo ingrandimento per lo studio accurato e dettagliato del polo posteriore retinico comprendente: macula, nervo ottico, vasi sanguigni ecc. E’ molto utile sia come test di screening retinico, che come documentazione dell’evoluzione di patologie con eventuale valutazione dei benefici del trattamento prescritto.
E’ un esame che si esegue con un mezzo di contrasto endovenoso. Il paziente deve essere a digiuno da almeno 3 ore ed è obbligatorio portare in visione un elettrocardiogramma con analisi del sangue recenti. E’ inoltre necessaria la presenza dell’ anestesista.
Una volta dilatata la pupilla, verrà iniettato dall’anestesista stesso il mezzo di contrasto, in questo caso la fluoresceina, ed verranno scattate numerose foto del fondo oculare seguendo dettagliatamente i tempi di diffusione del mezzo attraverso i piccoli,medi e grandi vasi retinici.
L’esame dura circa 10 minuti; in seguito al risultato, la nostra Equipe potrà meglio consigliare al paziente il tipo di trattamento al quale eventualmente questi debba essere sottoposto. Tale esame, il cui uso è limitato solo ad alcuni tipi o stadi di maculopatia, trova utilità in tutti quei casi in cui si debba analizzare dinamicamente la vascolarizzazione del polo posteriore. Alcune maculopatie possono infatti essere caratterizzate da anomalie vascolari responsabili di uno stravaso vascolare di liquido che si va a depositare proprio in sede maculare, con conseguenti danni alla visione.
E’ un esame eseguito contestualmente alla fluorangiografia, qualora il danno vascolare retinico non risulti essere chiaramente evidente durante la stessa. Viene iniettato un secondo tipo di colorante, in questo caso l’ Indocianina, che avendo peso molecolare inferiore, in caso di alterazione, ha la capacità di diffondere direttamente attraverso la coroide, che è lo strato vascolare immediatamente al di sotto della retina. Come per la fluorangiografia, sulla base dell’elaborazione delle immagini, la nostra Equipe potrà meglio consigliare al paziente il tipo di trattamento al quale questi debba essere sottoposto.
L’ O.C.T. Stratus (foto) è una tomografia ottica a luce coerente. In parole semplici è una TAC a raggi infrarossi, non invasiva, non a contatto e senza mezzo di contrasto e senza bisogno di dilatare la pupilla, che in 2-3 minuti per occhio circa, a seconda della collaborazione del paziente, consente di valutare patologie vitreo-retiniche del polo posteriore, ad es. maculopatie, evitando in molti casi esami più invasivi come la fluorangiografia; studiare la morfologia della testa del nervo ottico, ad es. nel glaucoma, nelle neuriti ottiche, ecc., e dello strato delle fibre attorno ad esso, ad es. nel glaucoma iniziale, nelle atrofie, ecc.
L’uso di questo strumento ad altissima tecnologia diagnostica, che permette la visualizzazione di immagini in vivo ad altissima risoluzione (7-8 micron), è molto utile per la monitorizzazione del paziente e per l’eventuale tipo di decisione terapeutica.
E’ semplicemente l’evoluzione dell’O.C.T. Stratus che permette di visualizzare ancor più in dettaglio e in maniera tridimensionale, 3D, l’area retinica presa in esame.
E’ un laser termico ed ha principalmente la funzione di fotocoagulare vasi sanguigni, resi evidenti con gli esami agiografici e responsabili del danno a livello maculare, o aree di retina periferica a rischio di distacco o di proliferazione. Esistono principalmente 4 tipi di trattamenti a livello retinico (griglia maculare, trattamento focale, panfotocoagulazione, barrage periferico), a seconda del tipo di patologia verrà scelto il più appropriato. Tale laser può essere utilizzato anche come terapia per alcuni tipi di glaucoma.

Sono l’ultima novità nella terapia delle maculopatie, si eseguono in sala operatoria in totale sterilità e, anche se della durata di qualche secondo, devono essere considerate come un vero e proprio intervento chirurgico.
Attualmente tra i farmaci più utilizzati da iniettare troviamo il Triamcinolone, il Lucentis, il Macugen e l’Avastin. A seconda del tipo di maculopatia verrà scelto il più appropriato per ogni paziente. Nonostante gli ottimi risultati, va detto che non sempre è sufficiente un singolo trattamento per eradicare completamente il problema.
L'ecografia bulbare può essere di due tipi:
A-scan
B-scan
Il nostro centro è dotato di ben due biometri A-scan: IOL Master ad interferometria, ed OCUSCAN ad immersione, utilizzati principalmente per il calcolo della lunghezza assiale, soprattutto per la scelta della lente intraoculare per l’intervento di cataratta.
L’ecografia B-scan, invece, viene da noi eseguita con una particolare sonda e del gel ad occhio chiuso. Questa consente l’esplorazione retino-coroideale qualora essa non sia possibile con i metodi convenzionali, a causa di una opacità dei mezzi diottrici anteriori, es. cataratta avanzata, emorragia nel vitreo, marcata opacità corneale.
Entrambi tipi di esami durano meno di 5 minuti ad occhio.